armate prima guerra mondiale

La Prima Guerra Mondiale. In termini numerici i contrari alla guerra, o "neutralisti" erano un'ampia maggioranza; evirata però nella voce[11]. Parallelamente, la ferrea disciplina a cui erano sottoposti i soldati e la facilità con cui questi venivano accusati di diserzione, non consente di calcolare il numero preciso di chi cadde prigioniero dopo aver realmente combattuto, o di chi si lasciò semplicemente catturare per paura, o chi addirittura avesse coscientemente scelto di consegnarsi al nemico. Fondamentalmente, pur con motivazioni e obiettivi diversi, c'era la convinzione della maggior parte delle correnti politiche dell'epoca che la guerra era destinata a cambiare il mondo, per cui era impossibile e poco augurabile, rimanerne fuori, in quanto essa avrebbe comunque travolto le vecchie convinzioni e i vecchi equilibri[24] Ciò spiega lo schieramento a favore della guerra di uomini e gruppi che si rifacevano alla tradizione socialista e democratica, definendo quello che successivamente venne chiamato «interventismo democratico» o nel caso dei socialisti, «rivoluzionario». La battaglia di Caporetto rappresentò una pesante disfatta per il Regio Esercito, che subì 12.000 morti, 30.000 feriti e 294.000 prigionieri, oltre ad altri 400.000 soldati sbandati verso l'interno del paese e vaste perdite di materiale bellico tra cui più di 3.000 cannoni[80]. Per sopravvivere a tali condizioni erano essenziali gli aiuti delle famiglie, i «pacchi» tanto attesi dai detenuti, che tuttavia spesso non giungevano o arrivavano manomessi o depredati[127]. Nel maggio 1917 un piccolo reparto italiano di circa 250 uomini e 5 aerei da ricognizione fu inviato nella Penisola del Sinai in appoggio alle forze britanniche, un contributo simbolico alla campagna del Sinai e della Palestina. Più a ovest, tra il 10 e il 29 giugno 1917, le forze italiane attaccarono la vetta del monte Ortigara, subendo pesanti perdite con solo esigui guadagni territoriali[79]. Già nell'agosto 1914, nel periodo in cui l'Italia era ancora neutrale, diverse centinaia di italiani si offrirono volontari in Francia per combattere contro i tedeschi sul fronte occidentale, e come altre migliaia di volontari stranieri furono assegnati ad alcuni reggimenti ad hoc costituiti in seno alla Legione straniera francese: un buon numero di italiani fu assegnato al 3e Régiment del Marche della Legione insieme a volontari greci, belgi e russi, mentre il 4e Régiment del Marche era quasi interamente composto da italiani al punto che fu soprannominato "Legione Garibaldina". La violenza sui prigionieri, le punizioni corporali, le forme di sopraffazione e gli abusi (esasperati talvolta da fattori etnici), erano spesso una conseguenza degli effetti della complessa organizzazione dei campi, piuttosto che frutto di odio o volontà punitiva. Gli austro-ungarici svilupparono la tattica di lasciare in prima linea durante il bombardamento preparatorio solo un piccolo numero di vedette, tenendo il resto delle truppe al sicuro nei rifugi sotterranei della seconda linea; quando il bombardamento italiano cessava, gli austro-ungarici facevano affluire rapidamente i rinforzi alla prima linea tramite camminamenti protetti[103]. Dopo un lungo periodo di stasi e riorganizzazione, il 15 giugno 1918 i reparti austro-ungarici tentarono un'offensiva risolutiva attaccando sia a ovest il massiccio del monte Grappa che al centro la linea italiana sul Piave, dando avvio alla battaglia del Solstizio: le truppe italiane ressero all'urto, e per il 22 giugno l'azione si concluse con la ritirata delle forze austro-ungariche[81]. Tutto ciò però non impedì la nascita di una serie di agitazioni operaie nel biennio 1917-1918[148], causate dal mantenimento costante delle paghe orarie e allo stesso tempo dall'aumento del costo della vita causata dalla sempre crescente inflazione dovuta all'aumento della stampa di carta moneta per far fronte ai crediti che riceveva il governo per affrontare le spese di guerra[149]. Crebbe infatti durante la guerra la contrapposizione tra esercito e Paese, dove soldati e ufficiali pensavano che alle loro spalle fosse rimasta una nazione sostanzialmente estranea alla guerra, e capace anzi, di approfittarne. Il discorso che Rocco porta avanti nel secondo semestre del 1914 sull'organo del nazionalismo veneto, Il Dovere Nazionale, è innovativo perché teorizza la conquista della piazza tramite le tecniche della mobilitazione di massa da parte di una nuova destra che vada oltre le «idiosincrasie delle élite tradizionali della destra salandriana». Infine la 3ª Armata, impossessatasi dell'altura di Medea e dei ponti sull'Isonzo fra Cervignano e Monfalcone, avrebbe assicurato lo sbocco sulla riva sinistra dell'Isonzo, in vista di un successivo balzo sui primi rilievi del Carso[47]. Nel 1914 l'Italia era ancora un paese semindustrializzato, che in un settore industriale "chiave" come quello delle acciaierie, si fermava ad una produzione di circa 900.000 tonnellate annue rispetto alle 17,6 milioni di tonnellate prodotte in Germania, alle 7,8 in Gran Bretagna, e che addirittura rincorreva sotto questo aspetto paesi come il Belgio che produceva acciaio in quantità quattro volte superiori rispetto all'Italia. Partì così la campagna d'Eritrea, in un clima di ottimismo che venne stroncato durante la battaglia di Adua, dove, all'alba del 1º marzo 1896, i 15.000 soldati del generale Oreste Baratieri vennero travolti dagli oltre 100.000 guerrieri di Menelik II[3]. Le fonti erano tuttavia reticenti e la memoria piuttosto disattenta per quel che concerne gli aspetti più scabrosi e imbarazzanti in ottica patriottica, in particolare la collaborazione che di fatto si era instaurata col nemico sia da parte della popolazione che da parte del clero e delle autorità civili[178]. Gli ufficiali P nella grande guerra: propaganda, assistenza, vigilanza, L'officina della guerra. 11 novembre - Armistiziu tra l´Alleati è la Ghjermania, le cui armate si ritiranu dovunque. Il discorso patriottico e ideologico non fu del tutto estraneo alle Case, ma veniva soprattutto proposto più che imposto, ma la svolta da questo punto di vista si ebbe dopo la rotta di Caporetto, quando tra gli ufficiali si avvertì la necessità di una «disciplina di persuasione». 15-set-2015 - Questo Pin è stato scoperto da andre baldanza. A questo si unirono poi i richiami agli uomini mandati in licenza dello Stato Maggiore, che oltre ad imporre ai soldati di non rivelare nulla di quanto accadeva al fronte, proibì, per mezzo dei carabinieri, l'ingresso nei caffè e le passeggiate con la ragazza al braccio ai soldati. Le politiche aggressive degli stati europei sfociarono in vari conflitti localizzati, riguardanti le colonie, ma andava comunque crescendo l'inquietudine di un conflitto generalizzato, che avrebbe coinvolto le maggiori potenze in uno scontro all'ultimo sangue. Diaz continuò con la sua paziente opera di riorganizzazione e rafforzamento dei reparti italiani, ricevendo anche il sostegno di un nucleo di divisioni francesi e britanniche; il 24 ottobre 1918, infine, le forze degli Alleati lanciarono la loro offensiva risolutiva: l'attacco italiano nel settore del Monte Grappa fu inizialmente bloccato dalla dura resistenza degli austro-ungarici, ma al centro i reparti italiani, britannici e francesi stabilirono una serie di teste di ponte sulla riva settentrionale del Piave, che furono a mano a mano allargate. La Regia Marina si sobbarcò presto l'onere di intraprendere e gestire la guerra sul fronte dell'Adriatico durante tutto lo svolgimento del conflitto. Nell'atmosfera di «finanza facile» determinatasi durante la guerra, accadde spesso che gli ufficiali preposti alla sorveglianza negli stabilimenti svolgessero di fatto un'azione di mediazione tra gli operai e i datori di lavoro, e tra questi e le amministrazioni militari, determinando aumenti di retribuzione e di prezzi, pur di evitare incidenti e proteste che causassero la diminuzione della produzione[156]. Fin dal 24 maggio Cadorna ordinò un'avanzata dei reparti italiani lungo tutto il fronte, ma con la mobilitazione dell'esercito ancora in pieno svolgimento l'azione si sviluppò molto lentamente consentendo agli austro-ungarici del generale Svetozar Borojević von Bojna di correre ai ripari: nel corso delle prime settimane furono occupate alcune zone del Trentino meridionale, Cortina d'Ampezzo, Caporetto, Monfalcone e la vetta del Monte Nero, ma fu solo alla fine di giugno che le forze italiane furono pronte per assalire le difese austro-ungariche. La «triplice intesa» tra Regno unito, Francia e Impero russo. Nel dicembre un reggimento di calabresi si ammutinò ed ebbe un conflitto a fuoco con i carabinieri, mentre a Sacile un battaglione di Alpini si ribellò agli ufficiali e sabotò alcune linee telefoniche[114]. Era questo l'unico sintomo che il conflitto non sarebbe durato in eterno; la fame e la miseria potevano imporre a chiunque la resa[136]. Furono in particolare le autorità tedesche ad imporre rigide forme di regolamentazione della vita quotidiana nei campi di prigionia, con misure che tendevano a trasformare gli uomini in numeri, facendo loro conoscere - per la prima volta su larga scala - la spoliazione totale dell'identità personale[124]. causa occasionale attentato a sarajevo : uno studente nazionalista serbo assassino’ l’erede al trono austriaco e sua moglie . Mentre l'impostazione della guerra italiana e la mancanza di politiche adeguate, fecero si che il consenso dei soldati fosse totalmente in mano all'istituzione militare, almeno fino a Caporetto. I preti assunsero così una doppia valenza, di autorità ecclesiastica e di ruolo pubblico e civile, che lasciava loro un ampio spazio di manovra che fu ovviamente sfruttato dalle autorità di occupazione per il mantenimento dell'ordine e di mediazione con la popolazione. Anzi intervenne per frenare questi aiuti, facendo per esempio divieto alla Croce Rossa di promuovere raccolte fondi per l'assistenza ai prigionieri; doveva essere chiaro che le loro miserevoli condizioni non meritava alcuna solidarietà[131]. La firma dei trattati di pace finali portò a un rigetto delle condizioni a suo tempo fissate nel Patto di Londra e a una serie di contese sulla fissazione dei confini settentrionali del paese, innescando una grave crisi politica interna sfociata nella cosiddetta "Impresa di Fiume", cui si sommarono i rivolgimenti economici e sociali del biennio rosso; questi fattori gettarono poi le basi per il successivo avvento del regime fascista. Per un intervento a fianco dell'Intesa si pronunziarono via via, i nazionalisti, la destra conservatrice, il centro sinistra repubblicano e radicale, il socialismo riformista e l'anarco-sindacalismo. I soldati condannati per reati di questo tipo commessi mentre si trovavano in linea furono poco più di 6.000, mentre circa 93.000 furono quelli giudicati colpevoli per essersi allontanati o per non essere rientrati mentre il reparto si trovava nelle retrovie, in riposo, o mentre erano in licenza. [..]»[10]. Significativo fu il caso di don Giovanni Minozzi, il quale promosse l'istituzione al fronte e nelle retrovie di Case del Soldato, centri ricreativi dove i fanti riposavano, ascoltavano musica, assistevano a spettacoli teatrali, leggevano e trovavano qualcuno che li aiutasse nel compilare le lettere da inviare a casa. Queste opere sono più autentiche delle meccaniche immagini fotografiche perché offrono l’interpretazione del loro creatore. Il contributo delle donne allo sforzo bellico crebbe mano a mano che si era manifestata la penuria di uomini: tra le 180.000 e le 200.000 donne vennero impiegate nelle industrie di guerra, mentre altre centinaia di migliaia sostituirono gli uomini in altre attività e persino nei distretti militari, come scritturali, dattilografe e archiviste. 1. Nella flotta esisteva una rete relativamente efficiente di spie avversarie, che oltre a raccogliere informazioni mise anche a segno alcuni colpi eclatanti, come l'affondamento della corazzata Benedetto Brin; anche l'affondamento della Leonardo da Vinci venne attribuito a sabotatori[53] ma col tempo queste ipotesi vennero considerate inattendibili[54][55]. Ma la figura femminile divenne anche fondamentale per rassicurare e rinforzare lo spirito degli uomini che combattevano in trincea. Fino ad allora i comandi aveva rilasciato pochissime licenze, e solo per circostanze straordinarie e gravissime, e una severa censura postale aveva reso radi e difficili i contatti tra i soldati e le loro famiglie[112]. I fanti fondamentalmente riconoscevano il fatto che molti ufficiali e sottufficiali provenivano dalla piccola e media borghesia e che la partecipazione alla guerra di modesti operai e artigiani era considerevole; come scrisse Giovanni Zibordi sulle colonne dell'Avanti!, l'odio delle truppe di riversava perlopiù sugli operai qualificati delle industrie siderurgiche, meccaniche, estrattive, chimiche e quelle che confezionavano gli indumenti per l'esercito. Successivamente le Opere Federate fornirono agli ufficiali P materiale per l'assistenza delle truppe al fronte e controllarono i soldati in licenza; Opere Federate e Servizio P furono organizzazioni che presentavano alcuni aspetti similari, a partire dal reclutamento, per cui i responsabili erano scelti dai vertici. All'inizio del 1916, dopo le pesanti perdite patite nelle prime battaglie dell'Isonzo, agli ufficiali inferiori fu ordinato di non condurre più gli uomini dalle prime linee ma di tenersi dietro di essi, e di eliminare dalle loro uniformi ogni elemento che le rendesse troppo distinguibili da quelle dei soldati come fasce e spade[59]. A differenza della crocerossina che si prende cura del ferito con la cura medica e le parole di conforto, la madrina basa la sua attività di assistenza con la parola scritta. A ciò i neutralisti potevano opporre solo considerazioni di buon senso: l'Italia era una nazione ancora giovane e fragile, le finanze erano ancora dissestate dalla guerra in Libia, e i guadagni non sarebbero stati paragonabili ai gravissimi rischi e alle sicure perdite. Le operazioni non videro una netta prevalenza di uno dei contendenti ed ebbero fine con l'entrata in vigore dell'armistizio di Villa Giusti il 4 novembre 1918, giorno in cui la Regia Marina completò o mise in atto una serie di occupazioni anfibie delle maggiori città costiere nemiche. Entrambe le strutture stampavano un bollettino di collegamento interno e alcuni comitati regionali delle Opere Federate preparavano "schemi di conferenze" per i loro addetti, come gli analoghi "spunti di conversazione coi soldati" del Servizio P, nonché pièces teatrali di propaganda per il "Teatro del Popolo", così come gli addetti P ne allestirono per il "Teatro del Soldato"[171]. Inizialmente il Regno d'Italia si mantenne neutrale e parallelamente alcuni esponenti del governo iniziarono trattative diplomatiche con entrambe le forze in campo, che si conclusero con la sigla di un patto segreto con le potenze della Triplice intesa. Ma la repressione da sola non è da sola efficace, e può valere solo all'interno di un sistema complesso con cui l'istituzione militare recluta, inquadra, e spoglia di tutte le sue condizioni civili il soldato, lasciandogli quindi non altra identità che quella militare, e spingendolo dunque ad accettare le regole dell'istituzione militare, e ad obbedire alle sue regole gerarchiche, patriottiche e del dovere. La prima guerra mondiale fu il conflitto cominciato il 28 luglio 1914 con la dichiarazione di guerra dellAustria alla Serbia a seguito dellassassinio dellarciduca Francesco Ferdinando, erede altrono dAustria, compiuto a Sarajevo (Bosnia) il 28 giugno 1914. Gran Bretagna, Francia e più timidamente anche la Germania, si assicurarono ampie conquiste in Africa, anche l'Italia cercò il suo spazio nel corno d'Africa[2]. 3.1K likes. -La Prima Guerra Mondiale-. Questo calmiere dei noli, seppur teoricamente in grado di funzionare, era però legato alla coercizione di agenti di polizia che imponessero il calmiere, e alla disponibilità di navi mercantili inglesi o italiane. Si tratta però di una questione importante, che riguardò almeno un milione di civili, e che provocò un elevato numero di profughi: circa 600.000 furono le persone che trovarono riparo dietro la linea di resistenza italiana o che per vicinanza alle zone di combattimento dovettero abbandonare le loro abitazioni, specie vicino alle aree del Piave[176]. Queste idee troveranno spazio e forma ne L'Idea Nazionale, il quotidiano nazionalista romano che nella primavera del 1915, diede voce alla faziosità antineutralista e liberticida degli intellettuali militanti del nazionalismo italiano - Enrico Corradini, Francesco Coppola, Luigi Federzoni, Maffeo Pantaleoni - che offrirono una sponda politica al patriottismo di Gabriele D'Annunzio nel suo "maggio radioso"[33]. Questi dati però non bastano per misurare la frequenza delle infrazioni, perché molte non erano perseguite e molte erano denunce infondate, come dimostra il 40% medio di assoluzioni[122]. L'affidamento esclusivo agli aiuti privati però non bastava e non assicurava la sopravvivenza dei prigionieri, per i quali sarebbero occorsi aiuti organizzati dai governi dei rispettivi paesi. La prima guerra mondiale 1. Tutti però additavano la diminuzione della statura politica incombente sull'Italia, se fosse rimasta spettatrice passiva: i vincitori non avrebbero dimenticato né perdonato, e se i vincitori fossero stati gli Imperi centrali, si sarebbero anche vendicati della nazione che accusavano traditrice di un'alleanza trentennale[12]. La 1ª Armata italiana copriva il saliente del Trentino, tenuto dagli austro-ungarici, con compiti principalmente difensivi, mentre la 4ª Armata doveva operare sulle Dolomiti; un corpo d'armata autonomo dislocato sulle Alpi Carniche faceva da cerniera con le armate dislocate a est lungo l'Isonzo, la 2ª sul medio corso del fiume e la 3ª tra questa e il mare[75]. Fu inoltre quasi impossibile costruire nuove navi, perché i materiali disponibili erano già richiesti dall'industria di guerra, e il governo era poco propenso all'acquisto di navi dall'estero, a causa del timore che una fine prematura della guerra avrebbe svilito il grande immobilizzo di capitale richiesto. Un contingente di 19 ufficiali e 740 militari italiani, poi incrementato a circa 1.000 effettivi, fu inviato a Costantinopoli nel febbraio 1919 come parte della forza d'occupazione inter-alleata stanziata nella zona, con distaccamenti dislocati anche nella Tracia orientale; una piccola missione di osservatori militari fu dislocata a Smirne, occupata da ampie forze greche, mentre un distaccamento di 1.000 uomini fu inviato a presidiare il nodo ferroviario di Konya in appoggio a un reparto britannico. La guerra fu determinata dal concorso di numerosi elementi, il principale dei quali era costituito dai contrastanti interessi delle grandi potenze europee. Il 30 ottobre i reparti italiani entrarono a Vittorio Veneto, punto di giunzione delle armate austro-ungariche schierate sul Piave, mentre Borojević ordinava una ritirata generale lungo tutto il fronte: stremate dalla scarsità di viveri ed equipaggiamenti e in preda a forti divisioni dettate dalle istanze nazionaliste delle varie etnie contro le autorità centrali, le forze austro-ungariche si disgregarono lasciando migliaia di prigionieri in mano agli Alleati avanzati. I saccheggi si ridussero dopo un paio di mesi, quando le autorità militari presero in mano la situazione, ma a quel punto iniziò una sorta di razzia intensiva e legalizzata dovuta alle direttive dei comandi austro-ungarici che prescrivevano di utilizzare a fondo le risorse del territorio per alimentare e approvvigionare l'esercito occupante a spese della popolazione. Spinte dalle forti campagne di agitazione interventista di Mussolini e dei gruppi nazionalisti, dall'arrivo di D'Annunzio nella capitale e dalla notizia delle dimissioni del governo, le dimostrazioni presero una piega nettamente eversiva. La struttura più importante e diffusa fu quella della mobilitazione industriale, gestita dal ministero per le Armi e Munizioni (retto dal generale Alfredo Dallolio, attraverso un comitato centrale e sette (poi undici) comitati regionali, in cui militari e funzionari pubblici erano affiancati da industriali, tecnici e sindacalisti. PRIMA GUERRA MONDIALE created by Matthias Pizzo on Dec. 19, 2020 Nel mondo cattolico, forse a causa del suo orientamento moderato e pragmatico di fronte alla guerra, teso alla rilegittimazione civica dei cattolici nello stato liberale, è molto difficile individuare qualcuno che riesca a farsi sentire. La performance di D'Annunzio fu all'altezza della sua fama; il discorso fu teso a circondare l'evento di un alone di sacralità, e il timbro principale fu dunque quello religioso, e religiosi - anzi biblici - furono molti dei rimandi simbolici e delle movenze ritmiche dell'orazione. Con la fine della guerra di Crimea, combattuta vittoriosamente da Impero ottomano, Francia, Gran Bretagna e Regno di Sardegna contro l'Impero russo, si riunì nella capitale francese il congresso di Parigi, nel quale il Presidente del consiglio del Regno di Sardegna Cavour ottenne che per la prima volta in una sede internazionale si ponesse la questione italiana. ", vol. A fine giugno, la prima battaglia dell'Isonzo decretò il fallimento dei piani di Cadorna per una rapida e risolutiva offensiva contro il nemico: l'attacco lungo tutto il fronte isontino delle formazioni italiane si infranse contro le difese austro-ungariche non portando che a miseri guadagni territoriali, pagati con pesanti perdite umane[96]. Bisogna ricordare che, parlando di interventisti e neutralisti, va esclusa la classe contadina - più della metà della popolazione - che godeva del diritto di voto, ma che non faceva realmente parte dell'opinione pubblica; la politica era accessibile in Italia nei limiti in cui vi penetravano le ferrovie, la popolazione che abitava lontano dalle stazioni ferroviarie era praticamente isolata e fuori dal contesto socio-politico della nazione[14]. Se gli assalti alle trincee potevano avere successo, il prezzo da pagare in vite umane era tale che l'attaccante si ritrovava spossato in breve tempo, consentendo al difensore di far affluire rinforzi e tappare così la falla nelle sue linee[91]. Vol.10: L'Italia di Giolitti 1900-1920, Soldati e ufficiali - L'esercito italiano dal Risorgimento a oggi, Storia della grande guerra sul fronte italiano, Gli eserciti balcanici nella prima guerra mondiale, l'alleanza fra la Germania e gli Asburgo, all'Italia, Ordinamento del Regio Esercito nella prima guerra mondiale, Naviglio militare italiano della prima guerra mondiale, Corpo di spedizione italiano in Macedonia, Operazioni navali nel mare Adriatico (1914-1918), contatti tra i soldati e le loro famiglie, 21 FEBBRAIO 1917: “COLPO DI ZURIGO” | Il dito nell'occhio, Il "Colpo di Zurigo", quando i migliori 007 erano italiani - IlGiornale.it, Alimentazione durante la prima guerra mondiale in Italia, Prigionieri di guerra tedeschi negli Stati Uniti d'America, Cronologia del periodo rivoluzionario durante la Grande Guerra, Cronologia dell'Europa orientale dopo la Grande Guerra, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Italia_nella_prima_guerra_mondiale&oldid=117319551, Errori del modulo citazione - citazioni con URL nudi, Voci con modulo citazione e parametro pagina, Voci con modulo citazione e parametro coautore, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo. Non è facile però ricostruire le cifre della complessa fenomenologia di protesta e di dissociazione alla guerra in seno alle forze armate. I nazionalisti parlavano di nuovi possedimenti in Dalmazia, del dominio sul mare Adriatico, del protettorato sull'Albania e di compensi coloniali. Visualizza altre idee su prima guerra mondiale, guerra mondiale, militari. I primi episodi di insubordinazione nell'esercito si ebbero già nel dicembre del 1915, e furono provocati paradossalmente a causa delle prime licenze date ai soldati che durante il primo inverno di guerra si recarono a casa e presero atto di come viveva il Paese dietro al fronte di combattimento. Generalmente però le manifestazioni interventiste furono più numerose e interessarono in modo omogeneo tutta la penisola, interessando anche il sud Italia che fino ad allora era rimasto perlopiù passivo. Il 26 aprile 1915 concluse le trattative con l'Intesa mediante la firma del Patto di Londra, con il quale l'Italia si impegnava a entrare in guerra entro un mese[27]. Giolitti arretra e rinuncia a fare appello alla "sua" piazza, che del resto, tace, mentre Salandra, associato volente o nolente alla piazza del popolo patriottico, prevale. Si cercò in pratica di tenere quanto più segreti possibile i preparativi per la guerra, ma l'efficiente servizio informazioni austro-ungarico venne a conoscenza dei preparativi fin dal 26 marzo[48]. L'ufficiale diventa quindi un punto di riferimento obbligatorio, e il reparto di appartenenza una società provvisoria, che inquadra il soldato e gli fornisce le regole e i valori da seguire all'interno di questa[107]. Generalmente, la sequenza di attacco seguiva sempre lo stesso schema: dapprima l'artiglieria martellava le posizioni nemiche con bombardamenti che potevano durare anche molti giorni di seguito (anche se, con il prosieguo del conflitto, si ritennero poi più efficaci bombardamenti molto concentrati della durata di poche ore), poi allungava il tiro sulle retrovie mentre i fanti uscivano dalle prime linee per l'attacco frontale[101]. Nuove figure, che rimasero particolarmente impresse nella memoria, furono la figura della donna tramviera, della donna portalettere, telefonista, impiegata e soprattutto la donna operaia. Don Minozzi intuì che l'organizzazione del consenso richiedeva strumenti meno rozzi delle conferenze imposte dall'alto, ma doveva basarsi sulla creazione di ambienti accoglienti e rassicuranti per i soldati[109]. Non è possibile misurare e analizzare dettagliatamente le ragioni, ma è allo stesso tempo palese che una guerra non può essere condotta senza il consenso dei combattenti. Oltre a incrementare enormemente la produzione di artiglieria e mitragliatrici, l'industria italiana iniziò a fornire alle truppe anche nuove armi: le prime bombe a mano furono distribuite alla fine del 1915, e gli esemplari più diffusi furono la SIPE e due modelli importati dalla Francia, la Excelsior-Thévenot P2 e il Petardo Thévenot[62]; all'inizio del 1916 furono invece consegnati i primi esemplari di una bombarda capace di sparare grossi proiettili in calibro 400 mm dotati di alette, un'ottima arma per demolire i reticolati di filo spinato rimanendo al riparo delle proprie trincee[63]. Le innovazioni riguardarono anche la guerra in mare: la Marina si era preparata a una guerra convenzionale con scontri diretti tra unità maggiori, e davanti a uno scenario fatto di rapide incursioni da parte di unità veloci e sommergibili mentre le corazzate nemiche rimanevano ferme in porto dovette mutare atteggiamento. Il culmine di questa campagna, che nell'aprile 1915 con la firma del Patto di Londra, guadagnò il sostegno del governo di Salandra, si ebbe con le giornate del "maggio radioso"[169]. Mentre Salvemini fu fin da subito interventista, a favore dell'Intesa e di un'Italia rivolta ai valori di progresso e di libertà contro gli Imperi centrali, Croce - originariamente triplicista, poi neutralista condizionato dall'impegno governativo - assunse un ruolo meno "rumoroso" rispetto ai movimenti interventisti di sinistra o di destra[30].

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